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September 28 Capitolo ISi svegliò prima che la sveglia iniziasse a suonare. Deglutì più volte per togliere la sensazione sgradevole di avere la bocca secca, si girò su un fianco e prese il cellulare. Mentre cercava al buio il tasto per accenderlo, il telefonino si illuminò e la sveglia iniziò a suonare. Goffamente riuscì finalmente a spegnerlo: le cinque e cinquantacinque, la stessa ora alla quale si era svegliato ieri, alla quale si era svegliato l’altro ieri, e alla quale si svegliava ogni mattina da trentacinque anni. Rimase qualche istante al buio, preparandosi al momento in cui avrebbe acceso la lampada sul comodino e la luce avrebbe dolorosamente colpito gli occhi. Ruotò i piedi nel letto per riavviare la circolazione e poi si tirò un po’ su cercando a tentoni l’interruttore., lo premette e, come ogni mattina, strizzò forte gli occhi per allontanare il fastidio. Finalmente si abituò alla luce, si portò a sedere sul bordo del letto, il busto piegato in avanti, gli avambracci poggiati sulle cosce. Voltò lo sguardo verso il comodino, recuperò gli occhiali e il libro mentre si alzava dal letto un po’ insicuro sulle gambe. Si avviò verso il bagno e solo quando fu sulla porta della camera si girò a guardare il letto. La sua parte era scoperta, il cuscino sgualcito durante il suo sonno, il lenzuolo stropicciato. La parte dal lato della finestra era invece ben ordinata, segno che anche quella notte nel sonno lui non l’aveva invasa. Segno che lei non c’era più. Comments (3)
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